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SPMT nella cantieristica navale: quando e perché vengono utilizzati

Sollevamenti , Movimentazioni e Trasporti
Midolini Group
23 settembre 2026Midolini Group
La costruzione di una nave o di un grande yacht è scandita da una successione di fasi nelle quali il manufatto deve essere assemblato, trasferito, riposizionato e infine accompagnato verso il varo.
Quando dimensioni e pesi aumentano, la movimentazione diventa un progetto nel progetto.
Scafi, mega-yacht, blocchi navali e grandi componenti possono infatti raggiungere dimensioni che rendono necessario studiare soluzioni di trasporto capaci di adattarsi alle caratteristiche del carico e, contemporaneamente, agli spazi e ai vincoli del cantiere.
È in questo scenario che trovano applicazione gli SPMT – Self-Propelled Modular Transporters, sistemi modulari semoventi progettati per la movimentazione di carichi pesanti ed eccezionali.
Ma cosa rende gli SPMT particolarmente adatti alla cantieristica navale? E soprattutto, quali valutazioni devono precedere il loro utilizzo?

Cosa sono gli SPMT e come funzionano

Gli SPMT (Self-Propelled Modular Transporters) sono sistemi di trasporto modulari semoventi composti da linee di assi combinabili tra loro per creare configurazioni differenti in funzione delle caratteristiche del carico.
La modularità rappresenta uno dei loro elementi distintivi: la configurazione può essere studiata sulla base di peso, dimensioni, geometria e distribuzione del carico, creando un sistema di movimentazione dimensionato sullo specifico progetto.
Le ruote sterzanti consentono inoltre di gestire traiettorie e manovre complesse in aree nelle quali gli spazi possono rappresentare uno dei principali vincoli operativi.
Nella cantieristica navale queste caratteristiche risultano particolarmente rilevanti perché il problema non è semplicemente trasportare un manufatto pesante da un punto A a un punto B.
Occorre farlo considerando contemporaneamente le caratteristiche strutturali dello scafo, i punti di appoggio, la distribuzione dei carichi, il percorso e le attività che si svolgono intorno alla movimentazione.

Perché gli SPMT vengono utilizzati nella cantieristica navale

L'utilizzo degli SPMT diventa particolarmente interessante quando le caratteristiche del manufatto o del contesto operativo richiedono una soluzione altamente configurabile.

Movimentazione di scafi e mega-yacht

Uno degli impieghi più rappresentativi è la movimentazione di scafi e mega-yacht.
Durante la costruzione, uno scafo può dover essere trasferito tra aree produttive differenti, raggiungere una zona dedicata alle successive lavorazioni oppure essere accompagnato verso la banchina e le operazioni che precedono il varo.
Gli SPMT consentono di creare una configurazione coerente con le dimensioni e la distribuzione dei pesi dell'unità, ma il loro impiego non può essere considerato separatamente dallo studio dello scafo.
Il sistema di trasporto e il manufatto devono diventare, temporaneamente, un unico sistema da progettare e controllare durante la movimentazione.

Movimentazione di blocchi navali e grandi componenti

La costruzione navale contemporanea prevede spesso la realizzazione di grandi blocchi o sezioni che vengono successivamente movimentati e assemblati.
Anche in questo caso, gli SPMT permettono di configurare il sistema di trasporto sulla base delle caratteristiche del componente.
La modularità diventa particolarmente utile quando peso e geometria non sono compatibili con soluzioni di trasporto convenzionali o quando il trasferimento deve essere effettuato all'interno di aree produttive caratterizzate da spazi e percorsi definiti.

Trasferimenti all'interno del cantiere

Un'altra applicazione riguarda i trasferimenti tra differenti aree operative.
La movimentazione può interessare pochi metri oppure attraversare diverse zone del cantiere, ma in entrambi i casi il percorso deve essere studiato prima dell'esecuzione.
Larghezza dei passaggi, raggi di curvatura, caratteristiche delle pavimentazioni, pendenze, ostacoli, interferenze e aree necessarie per le manovre diventano parte integrante dell'engineering.

Prima degli SPMT viene l'engineering

Avere a disposizione un numero elevato di assi non significa automaticamente avere la soluzione.
La configurazione degli SPMT è il risultato di una serie di valutazioni che iniziano prima dell'arrivo dei mezzi in cantiere.

Peso, baricentro e distribuzione dei carichi

Il primo elemento da conoscere è naturalmente il carico.
Non è sufficiente determinarne il peso complessivo: devono essere analizzati geometria, baricentro, distribuzione delle masse e punti attraverso i quali il manufatto può trasferire i carichi al sistema sottostante.
Da queste informazioni deriva la definizione della configurazione più adatta e della distribuzione degli assi.
L'obiettivo è creare un sistema nel quale le forze vengano trasferite in modo coerente con le caratteristiche del manufatto e con le condizioni operative previste.

Il percorso fa parte del progetto

La configurazione deve essere valutata anche rispetto al percorso.
Un sistema teoricamente adatto a sostenere il carico deve infatti essere in grado di attraversare gli spazi disponibili e completare le manovre previste.
Per questo il sopralluogo assume un ruolo centrale: consente di valutare aree di transito, ostacoli, interferenze, spazi di manovra e caratteristiche delle superfici sulle quali avverrà la movimentazione.
La domanda non è quindi soltanto “quanto pesa il manufatto?”, ma anche “come dovrà muoversi all'interno di quello specifico spazio?”.
È la stessa logica progettuale adottata da Midolini Group nelle movimentazioni complesse: sopralluogo, studio del carico, definizione della configurazione e pianificazione precedono la fase esecutiva.

SPMT e selle custom: quando l'attrezzatura viene progettata intorno allo scafo

Nella cantieristica navale esiste poi un'ulteriore variabile: come il manufatto viene appoggiato sul sistema di movimentazione.
La geometria di uno scafo non nasce per adattarsi a un sistema di trasporto standard. È quindi necessario studiare come creare l'interfaccia tra manufatto e SPMT.

Non adattare lo scafo all'attrezzatura, ma l'attrezzatura allo scafo

Per specifiche esigenze di progetto possono essere sviluppate selle custom e sistemi di appoggio dedicati, progettati in funzione delle caratteristiche del manufatto.
Le selle diventano così parte dell'engineering della movimentazione: geometria dello scafo, punti di appoggio, distribuzione dei carichi e configurazione degli SPMT vengono valutati all'interno dello stesso sistema.
È un approccio che consente di andare oltre la disponibilità del mezzo standard.

Non si adatta il progetto all'attrezzatura disponibile: quando necessario, si progetta l'attrezzatura intorno al manufatto

All'interno di Midolini Group, questa competenza si integra con quella di CTS, società specializzata in trasporti eccezionali, movimentazioni industriali e sollevamenti speciali. L'ingresso di CTS nel Gruppo ha inoltre ampliato in modo significativo la disponibilità di SPMT e le competenze dedicate alle movimentazioni ad alta complessità.

Quando gli SPMT devono integrarsi con l'heavy lifting

Non tutte le fasi di un progetto navale possono essere affrontate con gli SPMT.
La stessa commessa può richiedere tecnologie differenti: il manufatto può essere preso in carico, trasferito mediante SPMT e successivamente interessato da operazioni di sollevamento o posizionamento.
È qui che diventa importante ragionare sull'intervento nel suo complesso.

SPMT e autogrù all'interno dello stesso progetto

Blocchi navali, sezioni di scafo e grandi componenti possono richiedere operazioni di heavy lifting prima o dopo il trasferimento.
La pianificazione deve quindi considerare la sequenza tra movimentazione e sollevamento, gli spazi necessari alle diverse attrezzature e le condizioni nelle quali avverrà il passaggio da una fase alla successiva.
Attraverso Midlift, Midolini Group integra servizi di sollevamento, autogrù, trasporti eccezionali e progettazione tecnica. Midlift opera anche nei cantieri navali e nei porti e offre attività di progettazione che partono dal sopralluogo e dalla definizione delle attrezzature e delle procedure di sollevamento.
In questo modo SPMT e autogrù non vengono considerati come servizi indipendenti, ma come tecnologie che possono essere integrate nella stessa strategia operativa.

Quali sono i vantaggi degli SPMT nelle movimentazioni navali?

L'impiego degli SPMT nella cantieristica navale risponde soprattutto alla necessità di gestire carichi di grandi dimensioni attraverso configurazioni costruite intorno allo specifico intervento.
I principali vantaggi possono essere ricondotti a quattro aspetti.

Modularità

Il numero e la disposizione degli assi possono essere definiti sulla base delle caratteristiche del carico e della movimentazione.

Distribuzione del carico

La configurazione può essere progettata considerando peso, baricentro, punti di appoggio e modalità con cui il carico viene trasferito al sistema di trasporto.

Manovrabilità

La capacità di sterzata degli assi permette di studiare traiettorie adatte a contesti nei quali gli spazi operativi sono un elemento determinante.

Integrazione con altre tecnologie

SPMT, sistemi di appoggio, martinetti, celle di carico e mezzi per l'heavy lifting possono essere considerati all'interno di un unico progetto operativo.
Ed è proprio quest'ultimo punto a essere particolarmente importante: il valore non risiede nel singolo mezzo, ma nella capacità di progettare l'intero sistema di movimentazione.

Dallo studio del carico al posizionamento finale

L'utilizzo degli SPMT rappresenta quindi solo una fase di un processo più ampio.
Una movimentazione navale complessa può partire dall'analisi preliminare e dal sopralluogo, proseguire con lo studio del manufatto e dei sistemi di appoggio, arrivare alla configurazione degli SPMT e continuare con il trasferimento, l'heavy lifting, le operazioni portuali o il posizionamento finale.
Per questo Midolini Group sta sviluppando un modello che integra Engineering Logistics, Heavy Lifting, trasporti eccezionali, movimentazioni industriali, Project Cargo e Industrial Installation all'interno di una regia comune.
Nella cantieristica navale questa integrazione assume un valore particolare: il cantiere può coinvolgere competenze differenti mantenendo continuità tra le varie fasi dell'intervento.

Gli SPMT sono uno strumento. La soluzione nasce dal progetto.

Quando si osserva uno scafo di grandi dimensioni movimentato su decine di assi, sono inevitabilmente gli SPMT ad attirare l'attenzione.
Ma il mezzo visibile è soltanto il risultato finale di un lavoro iniziato molto prima.
Engineering, analisi del carico, definizione degli appoggi, progettazione di equipment dedicato, studio del percorso e coordinamento operativo sono ciò che rende possibile la movimentazione.
Per questo, nella cantieristica navale, la domanda non dovrebbe essere soltanto quanti assi servono?
La domanda da cui partire è un'altra:
come deve essere progettato l'intero sistema affinché quel manufatto possa arrivare, nelle condizioni previste, dal punto in cui si trova al punto in cui deve essere posizionato?
È da questa domanda che nasce la configurazione degli SPMT. E, prima ancora, nasce il progetto.